Con la sentenza n. 2592 del 4 maggio 2012 il Consiglio di Stato si è pronunciato sul caso della mancata risposta dell’amministrazione ad una diffida di un privato a reprimere l’abuso edilizio commesso dal vicino.

Il Consiglio di Stato ha statuito che  nell’ipotesi di segnalazioni di abusi edilizi che siano “sottoscritte, circostanziate e documentate” l’amministrazione non può restare inerte e silente bensì ha l’obbligo di attivare un procedimento di controllo e verifica. Il procedimento in questione si deve concludere con un provvedimento espresso, sia nell’ipotesi che l’amministrazione intenda esercitare poteri sanzionatori sia che intenda procedere all’archiviazione. Ciò in forza dei principi di cui all’art. 2 della l.n. 241/1990, dovendosi in particolare escludere che la ritenuta mancanza dei presupposti per l’esercizio dei poteri sanzionatori possa giustificare un comportamento meramente silente da parte dell’amministrazione.

Link al testo integrale della sentenza: http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%204/2011/201107908/Provvedimenti/201202592_11.XML

 

Con la Risoluzione n. 40/E del 26 aprile 2012 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le agevolazioni “prima casa” possono essere richieste anche dall’erede.

Il caso: l’erede superstite (il figlio) espone che i propri genitori sono deceduti a distanza di un mese l’uno dall’altro (prima il padre poi la madre) e che ciascuno era proprietario per metà della casa di abitazione non   Al momento della presentazione della dichiarazione di successione del padre, nella quale anche la madre figura come erede, si pone il problema se le agevolazioni possano essere riconosciute a favore della madre, nonostante il decesso di quest’ultima sia  avvenuto prima di aver potuto presentare la dichiarazione di successione del padre.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate è positiva a condizione che l’erede superstite (il figlio) attesti per conto della madre la sussistenza delle condizioni che la legge richiede per poter fruire delle agevolazioni in questione. Il figlio, infatti, per quanto riguarda la successione del padre, si pone, rispetto alla madre, quale successivo chiamato all’eredità ai sensi dell’art. 479 del codice civile e, in quanto tale, acquista la legittimazione a produrre la dichiarazione di successione per conto del proprio dante causa, ossia del primo chiamato all’eredità (la madre) il quale è deceduto senza aver potuto accettare l’eredità e presentare la dichiarazione di successione.

La questione non è di poco conto in quanto le agevolazioni in questione consistono nell’abbattimento delle imposte ipotecaria e catastale che saranno applicate in misura fissa (art. 69, comma 3, l.n. 342/2000).

Leggi qui di seguito il testo integrale della Risoluzione n. 40/E dell’Agenzia delle Entrate:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/ca2936804b06b9ad80998f930773b069/Ris.40e+del+26.04.12.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=ca2936804b06b9ad80998f930773b069

 

Ieri il Tar Toscana ha sospeso i provvedimenti di due Sindaci toscani (di Prato e Pontedera) che limitavano l’apertura degli esercizi commerciali al dettaglio obbligandoli alla chiusura domenicale e festiva. Precedentemente alcuni provvedimenti analoghi a quello del Tar Toscana erano stati emessi dal Tar Lombardia e Veneto.

Leggi qui il testo integrale delle ordinanze del Tar Toscana:

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Firenze/Sezione%202/2012/201200101/Provvedimenti/201200103_05.XML

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Firenze/Sezione%202/2012/201200102/Provvedimenti/201200104_05.XML

Con una recente ordinanza il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità dell’art. 25 della l.n. 240/2010 che nega ai professori universitari ed i ricercatori la possibilità di essere mantenuti in servizio per un ulteriore biennio oltre il normale limite di età per il collocamento a riposo.

Leggi il testo integrale dell’ordinanza: http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%206/2011/201108248/Provvedimenti/201200591_18.XML

Una società sarda ha venduto un veicolo ad un’altra società. Quest’ultima si è rivolta al Tribunale di Cagliari lamentando che il veicolo acquistato fosse privo di documenti di circolazione. Il Tribunale ha condannato la concessionaria al pagamento a favore della società acquirente di circa ventimila euro a titolo di restituzione del prezzo, interessi, spese legali. La società concessionaria, ritenendo ingiusta la sentenza del Tribunale, si è rivolta all’Avv. Silvia Marchese la quale ha impugnato la sentenza del Tribunale innanzi alla Corte di Appello di Cagliari. La Corte di Appello ha sospeso la sentenza del Tribunale.

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