Con la sentenza n. 2592 del 4 maggio 2012 il Consiglio di Stato si è pronunciato sul caso della mancata risposta dell’amministrazione ad una diffida di un privato a reprimere l’abuso edilizio commesso dal vicino.

Il Consiglio di Stato ha statuito che  nell’ipotesi di segnalazioni di abusi edilizi che siano “sottoscritte, circostanziate e documentate” l’amministrazione non può restare inerte e silente bensì ha l’obbligo di attivare un procedimento di controllo e verifica. Il procedimento in questione si deve concludere con un provvedimento espresso, sia nell’ipotesi che l’amministrazione intenda esercitare poteri sanzionatori sia che intenda procedere all’archiviazione. Ciò in forza dei principi di cui all’art. 2 della l.n. 241/1990, dovendosi in particolare escludere che la ritenuta mancanza dei presupposti per l’esercizio dei poteri sanzionatori possa giustificare un comportamento meramente silente da parte dell’amministrazione.

Link al testo integrale della sentenza: http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%204/2011/201107908/Provvedimenti/201202592_11.XML